Creatività organizzata e pensiero positivo

creatività organizzata | Nicoletta Todesco
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Per poter parlare di creatività organizzata è necessario innanzi tutto definire cosa intendiamo per creatività. Il temine infatti ha un significato ampio e variegato che richiama allo stesso tempo il procedimento del creare ed il suo risultato; inoltre è spesso associata ai concetti di genio e follia che sono in evidente contrasto con l’idea di organizzazione. 

Sarebbe conveniente quindi allontanarsi dall’idea comune di creatività, sopra brevemente esposta, e avvicinarci a teorie più moderne che la descrivono come una funzione normale e necessaria del nostro pensiero che può essere sviluppata attraverso il ricorso a tecniche specifiche. 

Cosa sono la creatività organizzata e il pensiero attivo/passivo

Da questo nuovo punto di vista l’espressione creatività organizzata comincia ad assumere dei contorni più chiari, e può essere definita come un modo di pensare guidato da tecniche ben precise, in questo senso organizzato, che conduce a soluzioni o comportamenti nuovi. Il concetto può essere espresso anche partendo dalla differenza tra pensiero attivo e pensiero passivo: il primo è un sistema che intenzionalmente accoglie l’informazione, la scompone e la elabora determinando cambiamenti; il secondo invece conserva l’informazione tale quale per riutilizzarla qualora si ripresentasse lo stesso schema, quindi in modo automatico e senza apporto di novità.

Migliorare la nostra capacità di pensare apporta benefici sotto molteplici punti di vista. Non si tratta solo della possibilità di risolvere situazioni e problemi pratici in modo più efficace, ma anche di apportare modifiche significative al nostro approccio nei confronti della vita. In questo senso la teoria del pensiero positivo spinge ad acquisire la capacità di portare il proprio pensiero in una situazione di positività e di sostituire i pensieri negativi con altri più sani e costruttivi

Il film “The Iron Lady” sulla vita di Margaret Tatcher, ha riportato alla memoria il seguente monito: “Cura i tuoi pensieri, perché diventeranno le tue parole. Cura le tue parole perché diventeranno le tue azioni. Cura le tue azioni perché diventeranno le tue abitudini. Cura le tue abitudini perché diventeranno il tuo carattere. Cura il tuo carattere perché diventerà il tuo destino. Quello che pensiamo diventiamo”. Il nostro pensiero è la base delle nostre azioni e della nostra vita. 

In proposito suggeriamo una piacevole lettura “Te stesso al cento per cento” di Wayne W. Dyer 

Come pensare in modo attivo e in modo passivo: creatività organizzata e i sei cappelli per pensare di De Bono

Ma come tradurre in pratica queste affascinanti teorie? Come pensare in modo attivo e in modo positivo? Come possiamo orientare il nostro pensiero in una direzione o in un’altra?

Un importante contributo in questo senso ci viene dato da Edward De Bono, noto in tutto il modo per i suoi studi sulla creatività e per la teoria del pensiero laterale. De Bono, in “Sei Cappelli per Pensare,” ci offre una tecnica dal taglio fortemente pratico per costruire un pensiero intenzionale.  

Edward de Bono | Creatività organizzata

L’autore suggerisce di avviare una finzione in cui si recita il ruolo del “pensatore professionista” e in cui i sei cappelli per pensare rappresentano diversi modi da affrontare separatamente. Vediamo i sei cappelli per pensare assieme:

  • Il cappello bianco | Chi pensa indossando il cappello bianco è imparziale ed obiettivo, riporta fatti in assenza di colore quindi neutri;
  • Il cappello rosso | Pensare con il cappello rosso consente di dare ingresso legittimo alle emozioni, alle sensazioni sottopelle, all’intuito. Le emozioni entrano in via autonoma e legittima nel pensiero senza necessità che vengano giustificate razionalmente;
  • Il cappello nero | Chi pensa indossando il cappello nero individua ciò che è falso, scorretto e negativo. Individua i rischi e gli errori secondo un piano logico senza indulgere nel pessimismo che essendo una sensazione appartiene a chi pensa con il cappello rosso;
  • Il cappello giallo | Il pensiero del cappello giallo è positivo e costruttivo, concerne valutazioni positive e cerca una base logica su cui fondarle; non si tratta di mero ottimismo che invece appartiene al cappello rosso;
  • Il cappello verde | Si tratta del pensiero creativo per eccellenza, ha il verde come colore per richiamare la fertilità, la crescita e lo sviluppo. È direttamente collegato al pensiero laterale, inteso come insieme di atteggiamenti,  espressioni e tecniche che consente di tagliare gli schemi di un sistema auto organizzato per creare concezioni e percezioni nuove;
  • Il cappello blu | Chi pensa con il cappello blu dirige il pensiero, definisce i problemi, formula domande e invita gli altri ad indossare e cambiare i cappelli.

Questa tecnica apporta diversi benefici. In primo luogo consente di semplificare il pensiero perché si affronta un aspetto per volta. In secondo luogo consente di rendersi conto se si sta indulgendo troppo in un solo aspetto della questione a svantaggio del resto e quindi consente di apportare correttivi.   

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Corso creatività organizzata | I sei cappelli per pensare

La tecnica del pensiero laterale: cos’è e come funziona

Oltre alla teoria dei Sei Cappelli, De Bono parla della tecnica del pensiero laterale, definito come un metodo di trattamento dell’informazione, secondo cui anziché prendere un problema ed affrontarlo secondo lo schema del pensiero verticale, quindi analitico, classificatorio e consequenziale, si cerca di ristrutturarlo mettendo insieme gli elementi in modo diverso.

Il pensiero laterale riguarda il modo di vedere le cose, senza considerarle in via assoluta, consente di creare idee e orientamenti nuovi, sfuggendo al pregiudizio e alla rigidità mentale. 

Il pensiero laterale non esclude quello verticale, entrambi sono necessari. Il pensiero laterale utilizza l’informazione per dare vita ad una rimodellizzazione e generare idee, orientamenti ed elementi che il pensiero verticale potrà sviluppare, “Il pensiero verticale è come la retromarcia in un’automobile. Non si cercherebbe mai di guidare sempre in retromarcia. D’altro canto, occorre disporne e saperla usare per potere fare manovra e uscire dal un vicolo cieco” (Cit. De Bono, Creatività e pensiero laterale, F.lli Brunelli 2001). 

come memorizzare facilmente

4 consigli di Nicoletta per stimolare il pensiero laterale e organizzare la creatività

A questo punto è lecito chiedersi come possiamo stimolare il pensiero laterale e la creatività? Quali tecniche possiamo utilizzare per rendere proficuo il pensiero con i sei cappelli?

Ecco alcuni consigli che potete utilizzare per stimolare la creatività :

  • imitare i bambini quando giocano, sono serissimi e non seguono schemi;
  • prendete ispirazione anche da situazioni molto diverse tra loro;
  • ponetevi mentalmente in situazioni paradossali in grado di divertire la mente;
  • ringraziate per gli eventuali errori, sono la fonte di esperienza più ricca e significativa che ci possa capitare.

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