Quante volte, davanti al gravoso impegno conclusivo del percorso universitario, ci siamo chiesti – Come scrivere una tesi – ? La tesi di laurea rappresenta l’ultimo impegno accademico che uno studente universitario deve affrontare prima di conseguire il tanto sudato titolo di laurea. Lo studente, coordinato ed aiutato da un relatore, si cimenta in un lavoro di progettazione e sviluppo di un proprio elaborato in cui vengono applicate le conoscenze teoriche raccolte e sviluppate ad un progetto di ricerca.
E’ importante dire che non esiste un unico modello di tesi, ma tradizionalmente si riconoscono due tipologie di tesi di laurea: la tesi compilativa (o curricolare) e la tesi di ricerca (o sperimentale). La tesi si apre con l’introduzione, la quale ha lo scopo di anticipare in breve l’argomento oggetto dell’elaborato e di convincere il lettore dell’importanza scientifica dello studio approfondito dallo studente.
Come fare una tesi la laurea
Per riuscire nell’intento di scrivere una buona, se non addirittura eccellente, tesi di laurea è importante anzitutto scegliere l’argomento che lo studente vuole trattare all’interno del suo lavoro; avere le idee chiare non è così scontato come potrebbe sembrare!
Una volta deciso l’argomento si procede alla fase di ricerca di tutte le informazioni necessarie che possono essere ricavate da saggi, video corsi, enciclopedie e quanto può essere di utilità.
Infine poi incomincia la vera e propria fase di stesura della tesi, rielaborando le informazioni raccolte e inserendole in un discorso compiuto e coeso.
Come scegliere l’argomento della tesi di laurea
La prima cosa che uno studente deve fare per iniziare il proprio lavoro di tesi è quello di ricercare un argomento che diventi il fulcro su cui si basa il suo progetto.
Solitamente lo studente decide quale disciplina di ricerca intende seguire, ben sapendo che per alcune discipline ci sono molti ambiti interessanti che possono essere approfonditi, mentre tali ambiti per altre discipline possono essere ben più limitati.

E’ importante dire che lo studente viene incoraggiato a perseguire un percorso che stimoli in lui un forte interesse e molto spesso i laureandi decidono di approfondire un argomento di una materia in cui hanno ottenuto grandi e lodevoli risultati. Non raramente succede che gli studenti non abbiano molti stimoli nella ricerca di un argomento per loro interessante: nel caso in cui non si riesca a trovare un argomento che possa essere oggetto della tesi; in questi casi è il relatore che propone allo studente degli argomenti su cui fondare il proprio lavoro. Dopo aver individuato l’argomento si incomincia a svilupparlo: ciò si può fare sia iniziando a ricercare le informazioni salienti per poi rielaborare oppure si può sviluppare tale argomento attraverso l’esposizione di risultati di test o esperimenti effettuati dallo studente, ma questo lo vedremo più avanti nell’articolo.
L’importanza della scelta del relatore
Durante il lavoro di stesura della tesi lo studente non è solo, in quanto è affiancato da un relatore che ha il compito di scegliere o approvare l’argomento principale della tesi, di supervisionare costantemente il lavoro dello studente, di suggerire indicazioni circa la bibliografia da cui ricavare le informazioni necessarie e di approvare in ultima battuta la tesi. Il relatore, chiamato anche tutor, non deve essere necessariamente un professore di ruolo, ma può anche essere un ricercatore o un professore supplente: la cosa importante è che si tratti di una persona competente e soprattutto puntale e precisa.
Le modalità di scelta del relatore possono essere molteplici: lo studente può rivolgersi al professore di materia per la quale aveva provato un forte interesse, può richiedere di essere seguito da un professore che gli è stato consigliato da amici o conoscenti oppure, se non ha particolari esigenze, gli viene affidato d’ufficio.
In molti casi il relatore non agisce da solo: infatti può essere è affiancato da un correlatore, figura facoltativa che ha il compito di collaborare con il relatore per la buona riuscita dei lavori di stesura della tesi.
Diverse tipologie di tesi
Come detto all’inizio di questo articolo esistono due tipologie di tesi: la tesi compilativa (o curricolare) e la tesi di ricerca (o sperimentale).
La tesi compilativa è un progetto che consiste nella rielaborazione critica delle informazioni raccolte dal laureando. Per dare corpo alla tesi compilativa lo studente deve per prima cosa procedere ad un lavoro di intensa ricerca delle fonti e della bibliografia da inserire all’interno della tesi. Terminata tale ricerca, si procede dunque alla rielaborazione delle informazioni raccolte: questo è un momento molto importante per la stesura della tesi in quanto lo studente deve trasmettere al lettore di aver capito e di aver fatto proprie le nozioni oggetto della trattazione. Si tratta di un lavoro di rielaborazione arricchito però dalle osservazioni personali dello studente. La stesura di questa tipologia di tesi richiede tempi relativamente brevi (dai 3 ai 6 mesi circa).
La tesi sperimentale invece richiede tempi di stesura più lunghi, durando in alcuni casi anche 12 mesi. Questo tipo di tesi si differenzia dalla tesi compilativa per il fatto che la persona dello studente assume un ruolo di preminenza rispetto alla parte biografica; comunque presente nella tesi sperimentale, poiché è lo studente in prima persona a condurre e raccogliere i dati della ricerca oggetto della tesi.
Tale tipologia di tesi è sicuramente più pratica di quella descritta in precedenza in quanto l’obiettivo è quello di mettere in luce i risultati ottenuti dal lavoro di ricerca svolto dallo studente.

Come impostare una tesi
Una volta raccolti i materiali necessari per la stesura della tesi si procede alla fase di strutturazione dell’elaborato.
Come scrivere una tesi la laurea
Che si tratti di una tesi di laurea triennale o magistrale bisogna comunque partire dalla scelta dell’argomento su cui basare la tesi.
Ci si deve focalizzare su un argomento interessante, che risulti affascinante per lo studente e che sia compatibile con i propri interessi e con le proprie ambizioni future professionali. Dopo aver individuato l’argomento oggetto della tesi si procede alla scelta della tematica, ovvero della domanda centrale a cui la tesi si preoccupa di dare risposta.
Si tratta del risultato di un lavoro di riflessione e che richiede grande capacità critica e di rielaborazione del materiale. Per essere però sicuri di aver compreso appieno l’argomento centrale della tesi e per facilitarsi nel lavoro di destrutturazione delle informazioni raccolte, lo studente può utilizzare la regola dell’attacco giornalistico delle 5W (why? -perchè?-, what? -cosa?-, when? -quando?-, who -chi?- e where? -dove?-).
Proseguendo nel lavoro di stesura si procede alla preparazione di una scaletta dettagliata della struttura della tesi: tale scaletta deve seguire una logica rigorosa e coesa e deve essere strettamente collegata alla problematica scelta. Infatti essa deve essere pensata per affrontare gradualmente la problematica, seguendo lo schema della tesi, antitesi, confutazione dell’antitesi e riconferma della tesi iniziale. Dopo una generale introduzione sul tema trattato si procede all’esposizione dell’argomento centrale del proprio tema, cui segue la parte dell’antitesi che ha l’obiettivo di criticare la tesi scelta ed infine si giunge alla confutazione della antitesi, in cui si dimostra che la validità della tesi sostenuta fin dall’inizio. Questo è lo schema, in linea generale, che solitamente segue la struttura di una tesi di laurea. E’ importante dire che la scaletta ha l’obiettivo di schematizzare il lavoro di stesura e soprattutto quello di rispondere alla problematica centrale del testo fornendo progressivamente quante più informazioni possibili.

Terminata la fase di organizzazione del lavoro si giunge alla sostanza vera e propria, ovvero la ricerca delle informazioni necessarie attraverso la consultazione di manuali, siti internet, saggi. Attenzione però a ricercare troppe informazioni: è meglio procedere con una ricerca mirata, precisa e limitata delle informazioni piuttosto che raccoglierne troppe e magari anche sconnesse tra loro. E’ fondamentale annotarsi le fonti da cui si traggono le informazioni, in quanto dovranno essere inserite nella parte bibliografica in cui vengono esposte in modo rigoroso le fonti utilizzate.
Dopo la ricerca delle informazioni si giunge alla fase della stesura della tesi, partendo dall’organizzazione della copertina, cui segue la pagina dei ringraziamenti in cui gli studenti possono ringraziare coloro che li hanno sostenuti nel loro lavoro, l’indice dei contenuti conosciuto anche come “sommario”, l’introduzione, il corpo della tesi ed infine le conclusioni.
Introduzione tesi: come scriverla
L’introduzione è il primo capitolo che apri una tesi di laurea, triennale e magistrale che sia. Esso costituisce il punto di partenza del discorso dello studente. L’introduzione permette al lettore di comprendere quale sarà l’oggetto della trattazione, i motivi che hanno spinto lo studente a focalizzarsi proprio su quelle tematiche e il metodo stesso utilizzato per la stesura della tesi.
Perché l’introduzione sia chiara e precisa è necessario che comprenda la presentazione dell’oggetto della tesi, la motivazione della scelta di tale argomento, quali sono gli obiettivi del lavoro, come si è proceduto alla ricerca delle informazioni necessarie e una sintetica descrizione dell’elaborato.
Sebbene l’introduzione sia posta all’inizio della tesi, essa viene sempre redatta alla fine del processo di stesura, in quanto lo studente solo alla conclusione del lavoro ha una visione globale e completa del suo lavoro.
La lunghezza dell’introduzione è variabile; solitamente le introduzioni delle tesi delle lauree magistrali sono più lunghe rispetto a quelle delle lauree triennali, soprattutto perchè l’argomento trattato è solitamente molto più ampio e molto più complesso e quindi più difficile da sintetizzare in poche pagine.

Letture consigliate su come redigere una tesi
Per una buona preparazione in vista della stesura della tesi vi proponiamo delle letture che possano aiutarvi in questo lavoro.
Il primo testo che vi consigliamo di leggere preventivamente alla redazione è “Come si fa una tesi di laurea” di Umberto Eco.
Il secondo invece è “Tesi di laurea step by step” di Massimo Bustreo, in cui l’analisi sul come scrivere una tesi è incentrata soprattutto sull’ottimizzazione dei tempi e su come affrontare le proprie ansie e paure.
Come scrivere la tesi di laurea: 5 consigli di Nicoletta Todesco
Consiglio 1: mantieni un contatto costante con il tuo relatore e correlatore se ne hai uno: la comunicazione è la chiave per un buon lavoro, oltre che per un buon rapporto.
Consiglio 2: non c’è modo migliore di imparare a scrivere la tesi se non leggendo tesi di altre persone e soprattutto confrontandosi con chi ha già redatto il proprio lavoro.
Consiglio 3: cerca di scrivere la tesi utilizzando un linguaggio semplice ma efficace, senza l’uso di troppi fronzoli retorici che potrebbero appesantire il tuo lavoro.
Consiglio 4: una volta conclusa la fase di stesura della tesi ricordati di controllare rigorosamente l’accuratezza delle fonti bibliografiche: bisogna controllare per evitare la presenza di eventuali errori
Consiglio 5: non spaventarti del carico di lavoro che la tesi richiede; migliaia di studenti prima di te hanno provato le stesse preoccupazioni che stai provando in questo momento, ma se loro sono riusciti a superare l’ostacolo hai tutti gli strumenti per riuscirci anche tu.
In conclusione è importante suscitare emozioni
Per concludere, la tesi è un momento fondamentale, non solo perché segna la fine del proprio percorso accademico, ma anche perché dà il via a una nuova fase di vita. Per renderlo memorabile è importante mettere se stessi in ciò che si fa, suscitare emozioni. Solo facendo ciò che ci piace è possibile riuscire in tale intento. Pertanto, è bene prendersi del tempo di riflessione per capire quale argomento fa al caso nostro, con la conseguente scelta del relatore. Facendo così non può che essere un successo.
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