Cosa sono e a cosa servono le tecniche di memoria

tecniche di memoria

Nell’ultimo periodo è tornato alla ribalta l’argomento delle tecniche di memoria. Ma che cosa si intende davvero con questo termine? Quale è la loro origine, come funzionano e che fondamenti scientifici hanno? Ma soprattutto: funzionano davvero? In questo articolo cercheremo di fare un po’ di chiarezza su questo argomento di grande interesse e di offrirvi qualche interessante spunto di riflessione

Esistono numerosi modi in cui può essere elaborato il materiale che voglio ricordare, ma purtroppo normalmente il metodo più utilizzato è la ripetizione. Il semplice uso passivo e meccanico della nostra memoria non le permette infatti di sfruttare a pieno le sue naturali potenzialità.

Tutto ciò non favorisce l’elaborazione efficace ed efficiente di ciò che dobbiamo ricordare, e quindi è necessario trovare strategie alternative.

Cosa sono le tecniche di memoria 

Per tecniche di memoria, o mnemotecniche, si intende l’insieme di regole e metodi impiegati per memorizzare rapidamente, più facilmente informazioni che altrimenti sarebbero difficili da ricordare.  Queste tecniche sfruttano la naturale capacità dell’essere umano di ricordare le informazioni se sono trasformate in immagini o storie, meglio ancora se sono associate ad eventi paradossali o ad emozioni  le quali consentono di aumentare notevolmente la capacità naturale della memoria umana.

Più le storie e le immagini sono paradossali e vivide nella nostra mente, più il ricordo si sedimenta con efficacia nella nostra memoria e più è semplice ed immediato il suo recupero quando necessario.

Anche se le conoscenze scientifiche relative al funzionamento della memoria sono relativamente recenti, questi meccanismi utili a facilitare sia la memorizzazione sia il ricordo nel tempo sono ben noti sin dall’antichità.

Le prime tecniche di memoria antiche sono state utilizzate soprattutto dagli oratori; esse permettevano di ricordare la sequenza degli argomenti da trattare nei loro lunghi discorsi. Su quali siano queste tecniche torneremo più avanti, ma ti assicuro che – per quanto la loro origine sia lontana nel tempo – sono tuttora valide e utilissime, anche se non si è oratori professionisti come Cicerone.

Perché le tecniche di memoria aiutano 

Anche se non si è più studenti e nemmeno oratori di professione, nella vita di tutti i giorni siamo comunque sommersi di informazioni: numeri, codici, password, pin, puk, orari e date da ricordare. Quante volte anche tu hai cambiato la password del tuo account perché non la ricordavi?

Per far pronte a queste necessità ci vengono in soccorso le tecniche di memoria: si tratta di un vero e proprio metodo per memorizzare, abbinato ad efficaci metodi per ricordare e sedimentare i concetti anche a lungo termine.

Le tecniche di memoria sono utili in ogni ambito della nostra vita. Esse possono essere di grande aiuto in tantissimi ambiti, da quello professionale fino al ricordare il nome di una persona che ci è stata appena presentata o riuscire a fissare nella mente un gran numero di nuovi vocaboli in una o più lingue straniere.

Una volta imparate le tecniche di memoria di base, le stesse potranno poi essere applicate alle più svariate necessità ed adattate alle peculiarità ed attitudini di ciascuno.

Come dico sempre nell’introduzione ai miei corsi: “All’inizio il tutto potrà sembrare un mero esercizio fine a se stesso, ma il tempo investito in questa prima parte darà poi risultati esponenziali in termini di rapidità e risultati!”.

memoria e apprendimento rapido

Breve storia delle tecniche di memoria

 Le tecniche di memoria nell’antichità: i loci ciceroniani

 “Loci” è una parola latina che significa “luoghi” e questo particolare metodo di memorizzazione veniva usato anche da Cicerone per ricordare i diversi argomenti da toccare nei suoi lunghi discorsi: da qui il nome Loci ciceroniani.

Cicerone si era reso conto che per le persone è più difficile ricordare le parole e le parti di un discorso, rispetto al tenere in mente le stanze di una casa visitata o i punti di un percorso noto. Per questo suggeriva di collegare quello che si deve ricordare a dei luoghi che conosciamo molto bene, ad esempio appunto l’interno di una o più stanze o un percorso ben definito.

Ma come fare in pratica?

Innanzitutto è necessario pensare ad un luogo o a un tragitto ben noto e facilmente visualizzabile nella mente. Trovato questo percorso familiare è necessario fissare dei punti di riferimento in esso contenuti. Fatto ciò bisogna associare ad esso le informazioni da memorizzare sotto forma di parole/immagini chiave. Per ricordare le informazioni sarà poi sufficiente ripercorrere mentalmente il percorso e le immagini chiave in esso contenute.

La tecnica dei loci ciceroniani è ottima da applicare sia nello studio sia nella vita quotidiana; personalmento la trovo utilissima durante le presentazioni in pubblico, ma anche per ricordare la lista delle spesa o le cose da fare durante la giornata.

È chiaro, però, che questa tecnica funziona solo con un certo tipo di cose da memorizzare. Non vi aiuterà, infatti, a farvi venire in mente la parola difficile che non riuscite a ricordare, o la costante che vi sfugge dalla testa. Al contrario, potrà esservi utile quando avete presente un elenco di cose, ma non ricordate come metterle in ordine.

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I “padri” delle tecniche di memoria  

Abbiamo già parlato del contributo di Cicerone, ma non è stato l’unico ad innovare in tal senso. Durante l’età romana queste tecniche hanno vissuto un momento di grande diffusione, terminato con il crollo di quella civiltà. Durante il medioevo queste tecniche sono utilizzate dai monaci, ma senza particolari evoluzioni.

Nel tredicesimo secolo è Tommaso D’Aquino che le riporta in auge, ma bisogna aspettare ancora qualche secolo, ovvero l’umanesimo e il rinascimento, affinché le tecniche di memoria tornino un fenomeno in voga tra i letterati del tempo. Ignazio di Loyola (1491-1556) usa le tecniche di memoria per definire il suo metodo di preghiera; Pico della Mirandola (1463-1494) le applica alla letteratura, arrivando a ricordare tutta la Divina Commedia, riuscendo a recitarla anche partendo dal fondo!). Ma anche Giordano Bruno (1548-1600), Leonardo da Vinci e chi più ne ha più ne metta.

Con il filosofo tedesco Leibniz le tecniche di memoria sono abbinate al suono per dar vita alla conversione fonetica: un sistema che permette di immagazzinare, con estrema velocità, qualsiasi tipo di informazione numerica associando il dato ad un certo tipo di suono.

Partendo da questa associazione sarà semplice e anche divertente:

  • riuscire a memorizzare numeri di telefoni, pin, puk, iban e qualsiasi codice numerico che si abbia necessità di ricordare;
  • crearsi uno schedario mentale per ricordare anche lunghi elenchi e saperli ripetere anche in senso inverso!
Nicoletta Todesco

Le tecniche di memoria moderne 

Conversione fonetica

Come detto sopra, la conversione fonetica serve per trasformare i numeri in suoni ed eventualmente i suoni in parole ed immagini.  

Data la struttura della nostra memoria che, come abbiamo visto, predilige gli stimoli visivi, questo è di grandissimo aiuto per riuscire a memorizzare con successo numeri di telefono, codici, targhe e date senza sfruttare la poco efficace ripetizione.

Un esempio?

Supponiamo che il pin del mio bancomat sia 65892 , numeri che con la trascrizione fonetica corrispondono  a  “C – l – f – p – n”.

Vista la lentezza con cui il bancomat rilascia la tessere alla fine dell’operazione, per me il pin sarà : “Ce La Fa PiaNo”

Ovvio che una volta memorizzato, magari immaginandomi pure la scena di questa tessera che esco lentissima mentre io rassegnata aspetto, non lo dimenticherò facilmente.

Schedario alfanumerico

Sempre sfruttando la conversione numerica, è possibile dotarsi uno schedario mentale nel quale, ad ogni numero, far corrisponde un’immagine definita cui associare poi le cose da memorizzare.

Così facendo sarà possibile: 

  • memorizzare, in ordine, elenchi anche molto lunghi;
  • associare delle immagini a date e numeri da memorizzare.

Coloro che frequentano il mio Corso Completo di Memoria già dopo poche ore sono in grado di creare il loro personale schedario mentale ed è proprio da qui che poi inizia l’applicazione pratica del metodo in base alle esigenze specifiche di ognuno!

Come funzionano le tecniche di memoria 

Rappresentazioni mentali

Abbiamo già accennato in precedenza all’importanza delle immagini per poter fissare rapidamente ed efficacemente il ricordo di ciò che dobbiamo memorizzare. Ma come sfruttare al meglio questa caratteristica naturale del funzionamento della nostra memoria? Che caratteristiche devono avere queste immagini per essere davvero efficaci?

Più che semplici immagini devono essere “ Rappresentazioni Mentali”: veri e propri scenari immaginari molto vividi e dettagliati, ricchi di azione e di paradosso. Hai presente le tipiche scene della pubblicità di certi profumi? Spesso non hanno un filo logico, non hanno una vera e propria trama ma sono caratterizzate da immagini evocative, paradossi, suscitano emozioni per restare nella mente. Non a caso i pubblicitari accorciano la durata dei loro spot dopo un primo periodo di programmazione spesso riducendoli a pochi fotogrammi nell’intento di contenere i costi di emissione.

Vediamo quindi ora più nel dettaglio le caratteristiche fondamentali di un’efficace Rappresentazione Mentale, utilizzando anche qualche esempio per rendere il meccanismo di più semplice comprensione.

Caratterizzazione delle rappresentazioni mentali

Si è già detto in precedenza che più la rappresentazione mentale è particolareggiata ed assurda, magari pure divertente, più è semplice ed immediato fissarla nella mente e ancorare ad essa le informazioni che ci interessa memorizzare e ricordare nel tempo. Nell’economia del processo di memorizzazione vale la pena spendere qualche istante di più per caratterizzare per bene la scena: una volta fatto in maniera attenta questo passaggio il recupero delle informazioni in essa inserite è rapido così come migliora il tempo del ripasso. Non è necessario tenere a mente l’immagine per molto tempo: ti accorgerai infatti che col passare dei giorni l’immagine tenderà a svanire lasciando però intatto il ricordo del concetto associato, ormai ben più che interiorizzato.

Ma che protagonisti scegliere per le rappresentazioni? Sarebbe preferibile fossero cose/oggetti/persone a noi familiari e che ti suscitino subito quindi una qualche emozione: il tuo animale domestico preferito, il tuo migliore amico, quel politico che ti sta proprio sulle scatole. In questo modo ti sentirai già più coinvolto rispetto all’utilizzare immagini o personaggi generici ed il ricordo sarà più semplice.

Concatenare le rappresentazioni 

Il semplice immaginarsi dei personaggi ben caratterizzati su una scena ben particolareggiata non è però sufficiente se vogliamo che il ricordo si fissi in maniera duratura ed efficace. Affinché questa tecnica di memorizzazione funzioni al meglio, gli elementi della rappresentazione mentale devono essere concatenati tra loro in un flusso di eventi, in una trama possibilmente coinvolgente e il più possibile bizzarra, divertente. 

Lascia quindi libera la fantasia di esprimersi! Qui non esiste l’assurdo o l’impossibile, tutto è lecito e concesso. Ma qui spesso durante i miei corsi noto un problema: la nostra fantasia è infatti imbrigliata in uno stile di vita rigido e controllato e quindi bisogna prima spolverarla e rimetterla in funzione con un po’ di esercizio. 

Non ci credi? Prova questo esercizio: pensa ad un problema quotidiano che devi affrontare (tipo, come evitare il traffico dell’ora di punta) e poi ad almeno una ventina di possibili soluzioni le più fantasiose e assurde possibili (vanno bene anche gli alieni che ti danno un passaggio con la loro astronave). Se non sei allenato vedrai che dopo le prime 10 comincerai inevitabilmente ad arrancare.

Visualizzare le rappresentazioni: esempio pratico

Per memorizzare una sequenza di termini utilizzando le tecniche di memoria per mezzo delle rapprsentazioni, immaginiamo di dover memorizzare in ordine questa lista di 10 parole:

stampa – provetta – orlo – missile – iceberg – rasoio – telaio – acuto – siringa – sirena

TEST: dopo averle lette una volta prendi un foglio e prova a riscrivere. Quante ne ricordi? Le hai ricordate nell’ordine corretto? Molto probabilmente sarai riuscito a scriverne diverse, ma non in ordine.

Ecco come utilizzare le Rappresentazioni. Mentre leggerai le prossime righe ti chiedo di provare ad immaginare nel modo più vivido e dettagliato possibile la scena.

Stai camminando per strada leggendo la STAMPA, quando all’improvviso senti uno scricchiolio e un rumore di vetri infranti sotto al tuo piede. Abbassi lo sguardo e noti di aver calpestato una PROVETTA che era colma fino all’ORLO di una strana sostanza verde fluorescente. Mentre la stai osservando sei superato da un MISSILE che, a tutta velocità, va a schiantarsi sull’ICEBERG che era parcheggiato poco più in la. Incuriosito ti avvicini e noti che c’è qualcosa di strano al suo interno: estrai quindi il RASOIO che hai in tasca e pian piano riesci a liberare l’oggetto misterioso. E’ un TELAIO come quello che tua nonna usava per ricamare! Lo raccogli e lo osservi ma all’improvviso senti un dolore ACUTO e ti accordi che non era una telaio, bensì una SIRINGA. Il dolore è così forte che l’ultima cosa che ricordi è la SIRENA dell’ambulanza che arriva per soccorrerti”.

Ora rivivi mentalmente la scena e prova di nuovo a scrivere l’elenco delle parole. E’ andata meglio di prima, vero?

Tecniche di memoria, studio e scienza.

Perché FUNZIONANO

Ti sarai sin qui reso conto che le Tecniche di Memoria non hanno nulla di magico. Il loro obiettivo è quello di insegnare a sfruttare le naturali potenzialità del nostro cervello che spesso non utilizziamo e non sappiamo nemmeno di avere. I programmi scolastici infatti difficilmente danno la giusta importanza all’argomento e solitamente se ciò accade è dovuto all’iniziativa personale di dirigenti scolastici o insegnanti avveduti.

Il fondamento su cui si basano tali tecniche è che la nostra memoria visiva è molto più efficace di quella uditiva/tattile/olfattiva. Queste ultime 3 infatti incidono nel ricordo complessivamente per un 18%, mentre il restante 82% si basa sulle immagini/emozioni. Per imparare ad imparare bisogna quindi adottare un approccio diverso da quello della noiosa ripetizione e lasciare la creatività libera di esprimersi.

E che le immagini mentali e la visualizzazione funzionino è inoltre scientificamente dimostrato.

Sin dagli anni ’60 era noto che la memorizzazione di un’immagine visiva desse luogo alla formazione di una proteina, che poi si deposita nel cervello. In pratica, quella che noi chiamiamo “memoria a lungo termine” è – fisicamente –  una proteina che, una volta generata, si fissa nel cervello. Recentemente, nel 2012, una scienziata italiana che lavora negli Stati Uniti, Cristina Alberini, ha isolato tale proteina e le ha dato pure un nome “IGF-2”.

Come applicarle le tecniche di memoria allo studio

“Facile memorizzare elenchi di parole o codici numerici di poche cifre, ma come faccio ad  applicare tutto questo all’esame universitario o al concorso pubblico che devo preparare?”. Stavi pensando qualcosa del genere, vero? No, non leggo nel pensiero, è solo che questa è la classica domanda che i miei studenti mi rivolgono dopo la prima parte del corso di Memoria e Apprendimento Rapido.

Ci sono diversi modi per applicare con successo queste tecniche, a seconda delle necessità particolari di ognuno. C’è chi deve imparare elenchi infiniti di codici di legge, c’è chi deve memorizzare lunghe banche dati per dei concorsi o chi deve ricordare i muscoli del corpo umano piuttosto che i nomi dei faraoni egizi.

Un piccolo esempio pratico:

ART 43 codice penale – elemento psicologico del reato

Per memorizzarlo mi immagino un ARTicolo di giornale incastrato sul ramo di un albero (con la conversione fonetica vista prima RaMo corrisponde a 43) e seduto sotto all’albero vedo qualcuno che regge una tabella periodica degli elementi: è il mio prof di psicologia che la consulta e seduto vicino a lui c’è Renato Pozzetto.

Lo so che sembra macchinoso, ma come dicevo all’inizio tutto il tempo investito per memorizzare in questo modo sarà recuperato con gli interessi nel momento in cui tutte le informazioni fluiranno dalla vostra memoria nel momento in cui ne avrete bisogno.

Qui purtroppo è  impossibile fornire tutte le tipologie di esempi pratici, ma se sei curioso di capire come poter applicare le Tecniche di Memoria al tuo caso specifico non esitare a contattarmi.