Il time management, ovvero la capacità di trovare il tempo quando non si ha mai tempo, permette di ottimizzare le proprie risorse personali nell’intento di migliorare la propria vita.
Se vi chiedessero di pensare alla cosa dal valore inestimabile che ciascuno ha nella vita, sono piuttosto sicura che la quasi totalità risponderebbe: “Il tempo”. Consapevoli di questo, è triste pensare che la maggior parte delle persone non sia in grado di gestirlo al meglio, sprecandone un’esigua quantità nel corso della loro vita. Da questa riflessione nasce questo articolo, in cui troverete degli spunti pratici per imparare a sfruttarne ogni secondo!
Introduzione al time management
Per comprendere pienamente come ottimizzare il proprio tempo per mezzo del Time Management è necessario partire dal farsi una domanda: perché non sappiamo gestire il nostro tempo?
In quanto a teoria, tutti sappiamo che “il tempo è la cosa più preziosa al mondo”, che “ogni secondo che passa non tornerà più”, che bisogna “approfittare di ogni minuto”, eppure quando è tempo di porre le parole in atto, la stragrande maggioranza va in tilt. Come mai? Le ragioni sono molteplici, ma più di tutto è la mancanza di strategie concrete.
Pensateci bene, quanti tra i vostri genitori, insegnanti, amici o familiari oltre a dirvi “il tempo è denaro”, oppure “questo tempo non tornerà più”, vi hanno dato dei suggerimenti su come fare? La risposta alla domanda rasenta lo zero. Di conseguenza l’ascoltare frequentemente queste frasi senza la possibilità di riportarle sul piano concreto induce in ciascuno una sorta di “anestesia”, non attecchiscono più.
Imparare a gestire bene il proprio tempo è fondamentale negli adulti, soprattutto in coloro che conducono vite estremamente frenetiche e hanno un bisogno impellente di sfruttare ogni secondo. Pertanto, inizialmente le tecniche di time management sono viste come una buona abitudine, in questo caso diventano dei veri e propri salvavita, o salva-carriera.
L’atteggiamento mentale per un ottimo time management
Un’altra frase ricorrente è “C’è sempre tempo per imparare”, e in parte è vero perché l’apprendimento può avvenire a qualsiasi età. Tuttavia, bisogna tenere in considerazione le modalità con cui ciò avviene e, più precisamente, con quale atteggiamento mentale. Quest’ultimo è tutto, poiché a seconda che sia positivo o negativo, inciderà sull’assimilazione di quanto insegnato.
È bene ricordare che anche lo stato d’animo è coinvolto e determina l’esito dell’apprendimento. Pertanto, porsi in uno stato di apertura, provare curiosità ed entusiasmo verso ciò che è nuovo, predisporsi ad accogliere un cambiamento avrà un notevole impatto positivo sulla sua efficacia. Inoltre, è opportuno considerare che imparando con queste modalità, il processo risulterà molto più scorrevole, richiedendo meno tempo.
Se volete migliorare la vostra gestione del tempo, è inevitabile dover cambiare delle abitudini o implementarne delle altre. Per fare ciò con un atteggiamento mentale positivo, pensate ai vantaggi che potreste ottenere e scriveteli su un foglio. Sicuramente organizzando le attività si riducono i “momenti vuoti” nell’arco di una singola giornata, guadagnando tempo per fare altre cose. Imparare te tecniche di lettura veloce per esempio ti consentirà proprio questo.

Le resistenze psicologiche: nemiche del time management
L’atteggiamento mentale è un elemento fondamentale quando si svolge una qualsiasi attività. Tuttavia, come in ogni fiaba, ci sono i buoni e un antagonista che rompe l’equilibrio iniziale. In questo caso ci siete voi, i protagonisti, e siete all’inizio del viaggio verso il cambiamento delle vostre abitudini con uno stato d’animo propositivo. Di contro il vostro antagonista, pur pensando di andare a gonfie vele, siete ancora voi con le vostre resistenze psicologiche.
Quanti di voi nel bel mezzo di un’attività, un corso, una lezione, una terapia, si sono trovati a voler interrompere il tutto senza un motivo apparente? O meglio, più che un motivo, quanti di voi hanno improvvisamente udito una voce nella testa, pesante quanto un’ancora di una nave da crociera che anziché incoraggiare a fare di più, scoraggia e tende a riportarvi verso il punto di partenza.
Le resistenze psicologiche sono delle vere e proprie spinte verso il basso che danno vita a una lotta interiore tra la volontà consapevole di voler cambiare e quella inconsapevole che porta lasciar tutto così com’è. Esistono diverse tipologie di resistenze: le cause scatenanti sono molteplici ed estremamente complesse in quanto implicano la sfera psicologica profonda, ma di questo parleremo in un altro momento. L’importante è essere a conoscenza di questa variabile.
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